
Il Centro Diurno “L’Aquilone” di Alvito, gestito dal Consorzio Intesa, ha recentemente ospitato un laboratorio di cesteria che ha unito artigianato e inclusione sociale. L’iniziativa è stata guidata da Antonio Battisti, esperto artigiano di Monte San Giovanni Campano, che ha messo a disposizione dei ragazzi la sua esperienza e i materiali necessari, in particolare il midollino. Ma cos’è per l’esattezza il midollino? Si tratta di un materiale naturale ricavato dalla trafilatura della parte interna del rattan (una pianta rampicante originaria delle zone tropicali). A differenza della parte esterna della canna, il midollino è privo di corteccia, risultando estremamente leggero e flessibile. Una volta bagnato, diventa il materiale ideale per l’intreccio artistico di cesti e piccoli complementi d’arredo, poiché permette di creare trame fitte e resistenti senza spezzarsi.
Il percorso si è sviluppato in due incontri, durante i quali i partecipanti hanno appreso le tecniche di lavorazione del legno, precedentemente immerso in acqua per garantirne la flessibilità. “È stata un’iniziativa meravigliosa,” spiegano dal centro, sottolineando come l’attività sia stata pensata per arricchire la programmazione invernale con un progetto manuale di alto valore simbolico.
Il lavoro si è svolto con il supporto fondamentale degli operatori sociosanitari, che hanno affiancato i ragazzi nelle fasi più complesse della creazione. “L’artigiano ha dato indicazioni a noi e noi ai ragazzi; non era una cosa semplice, ma ognuno ha realizzato il proprio cestino,” raccontano gli operatori. Il momento più significativo è coinciso con la chiusura del laboratorio, quando le famiglie sono state invitate a partecipare alla rifinitura dei manufatti. Questa condivisione ha permesso ai genitori di apprezzare l’impegno dei propri figli, che hanno poi donato loro i cesti completati con una piantina all’interno in occasione della Pasqua.
L’attività ha visto anche la partecipazione di alcuni anziani del paese, trasformando il laboratorio in un momento di incontro generazionale dedicato ai “vecchi mestieri”. “Con Antonio Battisti ci siamo ripromessi di fare un altro incontro dopo Pasqua per far raccontare le tradizioni di una volta,” confermano dal centro, evidenziando come l’iniziativa abbia saputo risvegliare la memoria storica locale. Il progetto, sostenuto con entusiasmo dal Consorzio Intesa e dalla cooperativa Il Girasole, ha dimostrato come la riscoperta della manualità possa diventare un importante strumento di aggregazione e un omaggio concreto al legame tra i ragazzi e le loro famiglie.











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